Edifici ad energia quasi zero (nZEB)

Raffaele Santacroce Architetto > News > Edifici ad energia quasi zero (nZEB)

Il dibattito sugli edifici a energia quasi zero si fa sempre più avvincente, anche perché dal 1 gennaio 2014 è obbligatorio riqualificare gli edifici pubblici secondo le indicazioni di efficienza energetica dettate dall’ultima Direttiva Europea 2012/27/UE.

E’ interessante analizzare e mettere a confronto una passivhaus e un edificio a energia zero.

Un edificio a energia zero porta a vantaggi in termini economici e di comfort se realizzato a partire da una Passivhaus. Dunque meglio se prima si realizza un edificio con caratteristiche Passivhaus e poi eventualmente lo si doti di impiantistica ad energie rinnovabili.

Ed è proprio questa la definizione data dalla Direttiva 2010/31/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica degli edifici:

” Gli edifici a energia quasi zero sono edifici ad altissima prestazione energetica. Il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo dovrebbe essere coperto in maniera molto significativa da energia proveniente da fonti rinnovabili, compresa quella prodotta in loco o nelle vicinanze “.

Gli edifici a energia quasi zero possono essere quindi realizzati, come abbiamo già visto, a partire dagli standard europei già esistenti per gli edifici ad alte prestazioni energetiche, tra cui Passivhaus, Edifici a Energia Zero, Effizenzhaus Plus, ecc.

In questo contesto si analizzano più in dettaglio le caratteristiche di una Passivhaus rispetto a quelle di un Edificio a Energia Zero, per capire perchè la Passivhaus è lo standard da cui partire nell’approccio agli edifici a energia quasi zero.

Gli edifici Passivhaus e a Energia Zero mirano entrambi a ridurre la quantità di energia proveniente da fonti fossili utilizzata per il riscaldamento o il raffrescamento:

  • le Passivhaus tendono a raggiungere un bilancio energetico molto basso attraverso involucri edilizi ad alta tenuta all’aria, elevati spessori di isolamento termico e infissi ad alte prestazioni, quindi puntando all’efficienza dal lato della domanda energetica dell’edificio e all’ottenimento di un elevato comfort termo-igrometrico
  • gli Edifici a Energia Zero sono in grado di azzerare il loro fabbisogno energetico annuale per lo più attraverso l’efficientamento degli apporti energetici, sfruttando quindi le energie rinnovabili, il riscaldamento e raffrescamento solare passivo, l’illuminazione naturale, non sempre quindi con significativi risultati in termini di contenimento delle dispersioni energetiche.
    La riduzione delle dispersioni energetiche dovrebbe essere la priorità. Da un punto di vista economico è comprensibile come il fotovoltaico abbia senso per alcune abitazioni o uffici (attualmente se sovvenzionati: conto energia piuttosto che detrazioni fiscali). Ad ogni modo pochissimi edifici a energia zero, in un mare di inefficienza energetica, possono fare molto poco per ridurre le attuali emissioni di CO2.

Cerchiamo di avere l’accortezza di riqualificare e costruire edifici più efficienti energeticamente e poi, allora, utilizziamo le energie rinnovabili sugli edifici per bilanciare la poca energia necessaria o lasciamo che le compagnie energetiche si occupino di sviluppare progetti per le energie rinnovabili su ampia scala e dismettere gli impianti a carbone e più in generale dalle fonti fossili.

Questa soluzione, a lungo termine, avrebbe un grande impatto sulla società perchè comporterebbe la diminuzione collettiva dei costi e dell’impatto ambientale degli edifici.

http://www.wbdg.org/resources/net-zero-energy-buildings